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Il notaio risponde

SERVIZIO MOMENTANEAMENTE SOSPESO.

Domanda e risposta con il notaio. Qui raccolte le domande più interessanti.
Se volete formulare una nuova domanda riempite il form (Clicca qui per aprirlo) e vi risponderemo
il prima possibile.


Il servizio viene offerto da:

Notaio avv. Alessandro Delfino
Piazzale Osoppo n.9/a
33053 Latisana
Tel: 0431 50187 - Fax: 0431 512952

via Vittorio Veneto n.28
33100 Udine
Tel: 0432 229447 - Fax: 0432 202954


Domande e Risposte


1. Buongiorno Notaio, io e la mia compagna abbiamo appena sottoscritto il preliminare per l'acquisto di una villetta a schiera con una società costruttrice: il prezzo complessivo è stato pattuito in euro 200.000,00. Sia per la caparra che per ulteriori acconti i miei genitori mi hanno regalato la somma di euro 100.000,00 mentre i genitori della mia compagna, a lei, la somma di euro 20.000,00. I rimanenti 80.000,00 verranno corrisposti da noi al rogito con il ricavato di un mutuo. Per non perdere il contributo di euro 25.000,00 erogato alle coppie giovani dalla regione io e la mia compagna siamo costretti ad intestarci la casa in quote eguali, almeno così ci dicono. Ora come posso tutelarmi nei confronti della mia compagna se i rapporti si dovessero tra noi in un futuro deteriorare? Dato che io e la mia famiglia sull'importo complessivo contribuiamo con una cifra di gran lunga più cospicua di lei e della sua famiglia?

L'edilizia abitativa agevolata è regolata dalla L.R. 6/2003 che, coordinata con la normativa regionale, definisce, tra l'altro, l'acquisto come acquisizione dell'intero immobile e non di una sola quota o di un diritto su di esso. In questo caso l'acquisto da parte vostra è dell'intero immobile (villetta) ma fatto per quota in quanto siete in due: acquisto che quindi potrà essere anche fatto per quote diverse (ex. 2/3 per lui e 1/3 per lei) così da rispettare le disparità di elargizione di danaro effettuate.

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2. Egregio Notaio, nel 2006 ho contratto un mutuo con la mia Banca per l'acquisto della casa in cui abito, scegliendo il tasso variabile. Ora che i tassi sono lievitati mi trovo a pagare una rata molto elevata a cui arrivo a stento a far fronte. La mia banca mi ha proposto la rinegoziazione del mutuo per venire incontro alle mie esigenze, mentre alcuni miei amici mi hanno consigliato di cambiare istituto di credito e di trovare un'altra Banca che mi favorisca e subentri nel mio attuale rapporto con la mia banca. Quale è la differenza tra la rinegoziazione e la surroga? sia in termini giuridici che economici? cosa mi consiglia?

No answer has been given to this question.

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3. Buongiorno! Sono sposata da tre anni con mio marito e non abbiamo figli. Se mio marito venisse a mancare è vero che la sua eredità la dovrei dividere con i suoi genitori e sua sorella? Se fosse vero come potrei ovviare a ciò? Tenga presente che mio marito è proprietario di due case acquistate entrambe prima del matrimonio ed è socio di una s.r.l. La ringrazio anticipatamente.

Si è vero, eredi legittimi, in presenza del coniuge, ma in assenza di figli, sono lo stesso coniuge, i genitori ed i fratelli e le sorelle del defunto. Peraltro la legge riserva una quota di eredità ai cosiddetti legittimari che, nel caso di specie, sono il coniuge ed i genitori. Suo marito con disposizioni testamentarie da lui volute in suo favore e dichiarate espressamente in un testamento olografo o pubblico, potrà riservarle oltre alla quota di legittima anche la quota disponibile, escludendo così la sorella dalla propria eredità, ma non i propri genitori che concorreranno quindi con lei. Si consiglia di fare testamento pubblico rispetto all'olografo in quei casi in cui i rapporti familiari non siano dei migliori in quanto le disposizioni testamentarie vengono raccolte dal notaio che ne garantisce la validità come prova fino a querela di falso.

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4. ho acquistato un terreno per la costruzione della casa di abitazione in > comproprietà con la moglie nel 1974 > che nel 1977 è deceduta lasciando due minorenni di 3 e 4 anni- > nella successione legittima è stato dichiarato il solo terreno perchà la > costruzione della casa era appena alle fondamenta chiedo se posso vantare > il diritto di abitazione ai fini fiscali

Il Codice Civile, ai sensi dell'art. 540 dello stesso, riserva al coniuge superstite il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare se di proprietà del defunto o comuni. Nel caso di specie sicuramente il fabbricato eretto sul terreno acquistato è in comproprietà ma il diritto di abitazione non sussiste in quanto al momento del decesso la casa non era ancora esistente e non poteva quindi considerarsi come casa coniugale in quanto non si identificava come ultima residenza dei coniugi.

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5. Vivendo all'estero e dovendo pensare ad una successione mi trovo nella situazione in cui i parenti che risiedono in Italia si rifiutano di mettermi a disposizione gli atti di propieta e le ricevute dell'accatastamento del cujus inoltre preparano una dichiarazione sucessione dove vengon indicate delle propieta in comunione dei beni quando non lo sono e una altra propierta che e' in comunione dei beni ma intestata al coniuge non viene inserita nella dichiarazione, come non vengono menzionati vari conti bancari ed altre propieta'. Volendo fare io una accetazione con beneficio di Inventario mi trovo impossibilitato perche' non in possesso degli atti da dare al notaio. Cosa posso e devo fare per mettere le cose in ordine? Grazie mille per la eventuale risposta

Ai sensi degli artt.484 e seguenti del Codice Civile, si può accettare l'eredità con beneficio d'inventario mediante una dichiarazione ricevuta dal notaio o dal cancelliere del tribunale e tale diritto si prescrive in anni dieci dall'apertura della successione, se l'erede non è, come nel suo caso, nel possesso dei beni. La documentazione necessaria consiste in un certificato di morte e un certificato di famiglia storico del de cuius, entrambi da richiedersi nel Comune dell'ultima residenza dello stesso, nonchè nella documentazione relativa ai beni che si trovano nel patrimonio del de cuius che dovrà essere esibita da chi ne è in possesso a richiesta del notaio o cancelliere che provvederà a redigere l'inventario.

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6. Bg notaio. Mio suocero e vennuto a mancare sabato scorso in virtu di una malattia che lo consumava di troppa sufferenza. Sono 4 figli, del quale uno e mio marito.figlio piu piccolo e handicap. Si comme ci sono litigi fra di loro per una compravendita di casa di papa, venduta ancora in vita ad uno dei figli, x liquidazione della quota della sorella larto fratello e mio marito sonno rimasti senza nulla. Cmq e proprio x quello mio suocero ha lasciato un testamento.pero non sappiamo chi e il notaio.la mia domanda è se in questi casi si fara vivo il notaio stesso a contatare gli eredi ou gli eredi dovranno muoversi x cercare questo testamento? Grazie cordiali saluti

Bisogna rivolgersi al Consiglio Notarile sito in Udine, via Bertaldia n.70, (tel.0432/504470), portando con sè il certificato di morte del de cuius, al fine di effettuare una ricerca sull'esistenza del testamento depositato presso un Notaio iscritto nel ruolo del Collegio Notarile dei distretti riuniti di Udine e Tolmezzo.

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7. chiedo gentilmente quale percentuale la moglie o il marito che sia, riceve in caso di decesso di uno dei due coniugi di una coppia senza figli. grazie

la quota, cosìddetta legittima, riservata al coniuge per legge (art.540 C.C.) e su cui l'altro coniuge non può disporre, è pari alla metà del patrimonio dell'altro coniuge, salvo il concorso con i figli, che però non è il suo caso. Invece nel caso di successioni legittime, senza disposizioni testamentarie, se il coniuge concorre con gli ascendenti leggittimi o con i fratelli e sorelle dell'altro coniuge, la quota spettante al coniuge è di 2/3, (art.582 C.C.). Sempre nel caso di successioni legittime, dove il coniuge non concorra con figli legittimi o naturali, ascendenti, fratelli o sorelle dell'altro coniuge, l'eredità gli si devolve per l'intero (art.583 C.C.).

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8. E' possibile indicare nel testamento che i titoli di stato in mio possesso rimangano comunque vincolari e che i miei eredi possano usufruire solo degli interessi e non del capitale vendendo i titoli stessi che alla loro scadenza dovranno essere automaticamente reinvestiti? Grazie Bruna Vatieri

Si, è possibile prevedendo un termine massimo (ex. 10 anni)

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9. Vi scrivo con la preghiera di farmi sapere il vs. parere in merito. Sono vedovo e proprietario di un alloggio che vorrei dare in comodato gratuito a mio nipote. Se scrivo nell'atto : " Il contratto avrà inizio il 1° febbraio 2010 e durerà vita natural durante del comodatario, se però durante il comodato sopravviene al Comodante un urgente e imprevisto bisogno abitativo personale e in mancanza di altra propria abitazione questi può esigerne la restitutuzione immediata", è regolare, trattasi praticamente di donazione, o sono espropriato dell'alloggio? In attesa della vs. gradita risposta ringrazio e porgo distinti saluti. vito

Il contratto di comodato, ex artt.1803 e segg. del Codice Civile, può essere anche stipulato senza la determinazione della data di riconsegna della cosa al legittimo proprietario. In questo caso ci troviamo di fronte alla figura del cosiddetto comodato "precario" che è regolata espressamente dall'art.1810 del Codice Civile, in cui si prevede per l'appunto la restituzione della cosa data in comodato non appena il comodante la richieda, nel caso in cui non sia stato previsto un termine. La tutela quindi viene chiaramente fornita dal legislatore. Nel caso specifico sarebbe opportuno, oltre ad indicare l'inizio di tale rapporto, inserire una clausola che preveda l'obbligo per il nipote di restituire l'abitazione nel minore tempo possibile ed esente da vizi qualora lei glielo richiedesse. Infine si evidenzia che per la conclusione del contratto di comodato non è prevista una forma particolare, ma può essere opportuna la registrazione della relativa scrittura privata, in modo da avere un titolo probatorio in un sede di eventuale contenzioso.

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10. Mi presento come Giacomo Redonini, di Udine, e pongo il seguente quesito. Come erede beneficiato ho dovuto essere assistito da un notaio, nominato dal Tribunale, per la liquidazione di alcuni beni e la soddisfazione dei creditori. Ormai da molti mesi la pratica giace fra proroghe, intralci di altri eredi, ecc.. Al di là delle oggettive difficoltà, mi sono però reso conto che il notaio procede troppo a rilento e con incertezza, mentre incombe sempre il pericolo che il Tribunale rifiuti ulteriori proroghe, con susseguente rischio di decadere dal beneficio di inventario su istanza di qualche creditore. Per farla breve: ho chiesto al notaio di rinunciare all'incarico e addurre il motivo che la pratica è troppo complicata (cosa che lo stesso notaio ripete come un ritornello), in modo tale da permettermi di farne nominare dal Tribunale un'altro e nel contempo sollevarmi dalle responsabilità per il ritardo. Mi ha risposto, con mia grande sorpresa, che un notaio non può rinunciare all'incarico per il motivo che "la pratica è troppo complicata" perchè incorrerebbe nel pericolo di essere denunciato per omissioni di atti d'ufficio ex art. 328 c.p.. Argomenta che potrebbe rinunciare solo se la pratica fosse "impossibile o impraticabile" o "contro la legge". Ha aggiunto che se dopo la sua rinuncia all'incarico "per eccessiva difficoltà della pratica" io mi rivolgessi ad un altro notaio che riuscisse a completarla, si formerebbe la prova delle sue omissioni come precedente notaio. Se ciò accadesse, dice, io stesso potrei denunciarlo per omissione. Io gli rispondo, invece, che se il tribunale accogliesse la sua rinuncia per tali motivi e nominasse un altro notaio senza nulla eccepire, ogni pericolo di denuncia verrebbe meno, in quanto tutto sarebbe sanato, appunto, dalla decisioni del tribunale. Chi ha ragione? Vi sono riferimenti giurisprudenziali o normativi che mi permettano di rassicurare il notaio sul pericolo che dice di correre e "costringerlo" a mettersi da parte? Nel ringraziare per la cortese attenzione progo i più vivi complimenti per il servizio reso e mi firmo come "Erede beneficiato in grave pericolo".

La ringraziamo per i complimenti per il servizio, ma vista la delicatezza della situazione che lei mi descrive la invito a rivolgersi al Consiglio Notarile, sito in Udine, alla via Bertaldia n.70, telefono 0432/504470. Grazie.

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11. salve io dovrei acquistare un immobile le spese notarili sono elevate?quanto vado a spendere per una casa di 160 mila euro?la ringrazio in anticipo.aspetto una risposta

Il costo complessivo di un atto notarile è composto da più voci quali imposte, bolli, visure e spese, onorari ed IVA: tutti fattori che variano a seconda della tipologia dell'atto. Le consigliamo di rivolgersi ad uno studio notarile che le porrà le domande necessarie per poter calcolare il costo del suo atto, (per es. acquisto da persone fisiche o da impresa costruttrice, acquisto prima o seconda casa, rendita catastale, eventuale credito di imposta, eventuale mutuo fondiario od ordinario, etc.), oppure può visitare il sito del Consiglio Nazionale del Notariato www.notariato.it, sotto il link "chi siamo", sottovoce "il costo di un atto" - "acquistare la casa - quanto costa il notaio?" per avere un ulteriore termine di paragone. Grazie

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12. salve sono un amministratore di una srl appena entrata a causa del > decesso di mio marito che era amministratore unico ed io socia ora > come amministratore vorrei uscire e mettere in liquidazione la srl > considerando che a fondo ce un debbito con una banca di 300 mila euro > ma un fondo cassa in positivo di 100mila euro e un valore di azzienda > di 600mila euro insomma in totale il valore della azienda e superiore > al debito mi chiedo se posso liquidare il tutto cioe vendere la > azienda in modo che chi compra la attivita liquida i debbiti . e se > non trovo un compratore sono costretta a costituire una altra srl > paralela per risolvere anomalie fatturazione

Lo scioglimento e la liquidazione delle società di capitali, regolati dagli artt.2484 e segg. del codice civile, si concretizzano nel verbale di assemblea redatto in forma pubblica dal notaio, nel quale si enuncia la causa dello scioglimento e si nomina un liquidore al fine di assolvere le obbligazioni in essere verso i creditori sociali ed i terzi. Una volta conclusa la liquidazione, previa cessione a terzi dell'azienda sociale, con il cui ricavato potranno essere saldati i debiti, si redige il bilancio finale e se vi è attivo si divide tra i soci. Solo dopo che queste fasi sono andate a buon fine il liquidatore potrà chiedere la cancellazione della società dal registro delle imprese.

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13. Vorrei aprire una società per operare su ebay con beni sia usati, comprati da privati, che nuovi (acquistati in proprio) e dare anche servizio di vendita (assistente alle compravendite di ebay, prendendo una commissione per far vendere oggetti di terzi). Mi sono informato e rientro in tutti i parametri richiesti, 30.000, no altre società o partecipazione, no 15.000 nei tre anni di costi, ecc. L'unico dubbio che mi attanaglia è se posso rientrare nel regime dei minimi avendo come oggetto di società (in parte9 una compravendita di beni usati. l'azienda è da aprire ed è la mia prima. A quanto ho letto in giro non si può applicare per regimi di iva agevolata se rientro negli anni precedenti ... ma non sono riuscito a trovare un qualcosa che si adatti a me. Può aiutarmi? Grazie

Le consiglio di rivolgersi ad un commercialista in quanto questo non è un argomento di competenza notarile e non vorrei darle informazioni errate al riguardo. Grazie

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14. Possiedo un box auto acquistato senza usufruire dei benefici prima casa. Sto acquistando un immobile, che sarà prima casa, che ha un box auto come pertinenza. Le agevolazioni prima casa competentono sia sull'appartamento che sul box o solo sull'abitazione? Il box già posseduto non può essere considerato pertinenza della nuova abitazione in quanto situato in altra zona della stessa città.

Ai sensi dell'art.817 del cod.civ. le pertinenze vengono definite come "le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di un'altra cosa". Sono ricomprese tra le pertinenze le unità immobiliari classificate nelle categorie catastali C/2 (cantine, soffitte, magazzini), C/6 (autorimesse, rimesse, scuderie) e c/7 (tettoie), che siano destinate di fatto in modo durevole al servizio della casa di abitazione che si intende acquistare. Quindi nel caso specifico, il box auto che lei acquisirà con la casa di abitazione è pertinenziale ad essa, mentre il box già posseduto, essendo collocato in un punto distante dalla casa di abitazione non può essere considerato pertinenziale ad essa, anche se è sito nello stesso Comune. Potrà quindi chiedere l'agevolazione prima casa per la casa di abitazione e il box che acquista con essa.

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15. buon giorno, sto' acqiustando all'asta giudiziaria un appartamento ma ho > anche un contenzioso con una banca di circa 20.000,00, non ancora risolto, > risalente al 2005/2006 per una societa' (srl), di qui ero socio e di cui > avevo prestato fidejussione. > Chiedevo, se fosse rischioso intestarmi questa casa.grazie e buon lavoro.

Poichè, ai sensi dell'art.2740 cod.civ., il debitore risponde dell'adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri, è evidente che il bene che verrebbe così acquistato potrebbe essere oggetto di azione da parte della Banca creditrice nei cui confronti lei risponde a titolo di fideiussore.

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16. Salve, mi trovo ad acquistare, da mio papà, una villetta che è in fase di ristrutturazione e per non so quale motivo non ho più la rendita catastale sulla visura! Cosa mi consiglia di fare? Un'altra domanda: mio padre purtroppo si trova in cattive condizioni di salute e per non fare rinunciare mia mamma all'eredità (leggi pensione di reversibilità) come scritto sopra ho intenzione, assieme alla mia fidanzata, di acquistare al 50% la casa e finirla ma a questo punto non so se ho diritto al mutuo regionale!

La rendita catastale le verrà nuovamente attribuita nel momento in cui il direttore dei lavori darà la fine lavori e il tecnico completerà l'accatastamento dell'abitazione sulla base delle nuove caratteristiche della stessa. Per quanto riguarda il contributo regionale non può esserle concesso in quanto lo stesso non è ammesso nel caso in cui l'acquisto venga effettuato tra coniugi o parenti od affini fino al secondo grado.

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17. Buongiorno, avrei una domanda damanda da fare... sono socio in una s.r.l. 50%. siamo due soci e tutti due siamo insieme anche administratori. La soceta e aperta piu menu un anno. Lavoriamo in setore di comercio e abbiamo anche dipendenti. In questo primo anno siamo come tutti in perdita, comunque la societa va avanti abastanza bene. Ma io non sono dacordo con certi comportamenti e dicisioni di mio socio, e vorei ritirarmi fuori come administratore e anche come socio. Come posso fare? Grazie mille per la risposta.

Riguardo alla sua uscita dalla società come socio, potrebbe offrire la propria quota di partecipazione all'altro socio oppure, rispettando il diritto di prelazione e quanto previsto nello Statuto della società in tema di circolazione delle partecipazioni sociali in particolare con riferimento ad una eventuale clausola di gradimento, cederla ad una terza persona. Riguardo all'amministrazione della società, peraltro normalmente conseguenziale alla cessazione della qualifica di socio, potrebbe presentare le dimissioni alla carica, rimettendosi alla decisione dell'assemblea. È evidente che trattandosi di società composta da due soci, in termini pratici, sia la cessione della quota di partecipazione che la cessazione dalla carica di amministratore presuppongono di fatto il consenso dell'altro socio.

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18. Buongiorno, mi scuso in anticipo perchè sarò prolissa ma vorrei esporre chiaramente il mio quesito. Mio padre è stato procuratore generale di un anziano benestante alla morte di questi ha ereditato tra altri beni una quota di un terreno edificabile,su questo terreno sono state edificate due palazzine e a mio padre sarebbero spettati due appartamenti di eguale metrature, avendo però due figlie sposate ha espresso verbalmente la volontà  di dare un appartamento ciascuna quasi a voler anticipare la successione ereditaria. Solo che mia sorella risulta aver comprato l'immobile direttamente dal costruttore ,io invece ho ricevuto l'immobile con un atto di donazione da parte di mio padre.Ora il mio quesito è questo COME FACCIO A DIMOSTRARE ALLA MORTE DI MIO PADRE CHE IN REALTA' MIA SORELLA NON HA COMPRATO MA HA RICEVUTO IN DONAZIONE L'APPARTAMENTO COME ME? Preciso che ad oggi so per certo che mio padre non ha specificato da nessuna parte che trattasi di una vendita simulata, in più pur avendo mia sorella "acquistato" l'immobile e pagato tutto quanto dovuto allo stato con soldi di mio padre, non ho alcuna prova per poter dimostrare, quando sicuramente mi faranno la collazione che in realtà  lei non ha comprato un bel niente ma che trattasi di donazione. Spero possiate darmi un valido aiuto perchè la mia situazione economica non è buona sono disocuppata come mio marito mentre mia sorella e suo marito sono liberi professionisti e questa situazione mi sta portando all'esasperazione ancorchè¨ non ho buoni rapporti con mio cognato da sempre. IN ATTESA DI UN VOSTRO RISCONTRO VI RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE.

Gentile Signora, a tal fine, stando le cose come da lei asserito, sarebbe necessario che suo padre predisponesse uno scritto nel quale dia atto di aver provveduto al pagamento del prezzo di acquisto dell'appartamento di sua sorella.

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19. Buongiorno, avrei bisogno di aiuto per compilare il mod.730. Il 2/2/2009 ho venduto un trilocale di cui ero la proprietaria come prima casa e poco dopo, il 10/3/2009, ho acquistato un altro appartamento sempre come prima casa (in realtà ho acquistato il primo piano della villa che condivido con i miei genitori, a loro è rimasto intestato il piano terra, il piano terra e il primo piano erano già separati in comune da tempo). Non credo di over dichiarare niente nel mod.730, nella sezione redditi, giusto? Rimane solo il mio reddito da lavoro dipendente, credo. Specifico di non aver contratto mutui. Grazie Sabrina.

Gentile Signora, ritengo che lei abbia ragione, ma le consiglio comunque di rivolgersi ad un consulente fiscale in quanto questo non è un argomento di competenza notarile. Grazie

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20. preg.mo SIG NOTAIO gradrei sapere se è possibile vendere una seconda casa (al mare) senza la presenza di mia moglie ammalata da tempo di parkinson e alzheimer e di recente colpita da una emorragia cerebrale, per necessità economiche. Attualmente e da tempo viviamo in una nostra casa a Roma.

Gentile Signore, se la seconda casa è di proprietà di entrambi la legge prevede il consenso anche di sua moglie, la quale, da quanto lei mi riferisce, non ha la capacità di intendere e volere sufficiente per poter agire in tal senso. Al fine di tutelare le persone colpite da infermità abituale o temporanea, il nostro ordinamento prevede due figure di protezione: l'interdizione e l'amministratore di sostegno (introdotto dalla Legge 6/2004). Dunque le consiglio di presentare al Giudice Tutelare del Tribunale in cui la moglie ha la residenza il ricorso per essere nominato tutore o amministratore di sostegno di sua moglie e, dopo averla ottenuta, di chiedere al Giudice stesso l'autorizzazione a vendere l'immobile per far fronte alle esigenze di vita della beneficiata. Grazie

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21. Circa cinque anni fa anni fa ho acquistato con rogito notarile (alla presenza di testimoni) un appartamentino in provincia di Udine dal mio ex-marito, di cui avevo bisogno per la mia anziana mamma. Il mio ex-marito, tuttavia, non ha mai incassato l'assegno circolare (la cui fotocopia fu allegata al rogito) dichiarando di non volere soldi per quella misera proprieta' e qualche mese dopo mi ha restituito l'assegno. Ora pero' ha cambiato idea e vuole impugnare l'atto notarile se non verso immediatamente la somma. Sono molto spaventata.Vorrei sapere cosa rischio.puo' annullare l'atto notarile? Puo' obbligarmi a versare la cifra? :-(

Gentile signora, sembrerebbe che il suo ex marito, non incassando l'assegno e restituendoglielo, abbia di fatto compiuto una remissione di debito ai sensi dell'art.1236 del cod.civ.. Quindi in teoria non avrebbe nulla a pretendere. Se però ora vuole riottenere detta somma bisognerebbe capire a quale titolo e quale strada voglia tentare. Per quanto riguarda l'atto notarile di vendita, essendo un contratto, è suscettibile dell'azione di annullabilità nei casi di incapacità dei contraenti o di vizi del consenso (errore, dolo e violenza) degli stessi: elementi che non mi sembrano rilevanti nel suo caso. Le consiglio di capire bene quali siano le intenzioni del suo ex marito ed eventualmente di chiedere una consulenza ad un avvocato.

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22. Gentile notaio la ringrazio tantissimo per la sua risposta ma avrei se possibile nuovamente bisogno del suo aiuto. Ho chiesto a mio padre ciò che lei mi ha consigliato o in alternativa una scrittura privata firmata anche da mia sorella con la quale affermano che la compravendita simula una donazione. La sua risposta è stata la seguente:"lo scriverò nel testamento,voglio vedere se tua sorella avrà il coraggio di dire che non è vero e disconoscere ciò che ho fatto per lei e comunque anche se lei dovesse affermare il contrario tu puoi sempre dimostrare che loro non avevano delle risorse finanziare a quel tempo tali per comprarsi un appartamento e se mai dovessero dire che i soldi provengono ad esempio dal suocero te lo devono dimostrare" Inutile dirle che sono più disperata di prima perchè avrei voluto evitare questa certa causa futura anche perchè siamo sempre li l'onere della prova è tutto mio, il testamento in questo caso ha valenza probatoria e se addirittura non lo rediges se. LA PREGO DI VOLERMI NUOVAMENTE CONSIGLIARE SE RITIENE OPPORTUNO ANCHE PRIVATAMENTE VIA E-MAIL NON SO PIù A CHI RIVOLGERMI SONO VERAMENTE SCONFORTATA (è impossibile far ragionare mio padre che nonostante sia laureato in legge si fa dottina e giurisprudenza da sè) LEI è STATA L'UNICA PERSONA DISPOSTA AD ASCOLTARMI.La ringrazio anticipatamente sperando un giorno di poter ricambiare.Distinti saluti.

Gentile signora, l'eventuale testamento ove suo padre scrivesse di avere dato il denaro a sua sorella avrebbe sicuramente valenza probatoria e pertanto quanto da lui affermato è assolutamente ragionevole.

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23. Buongiorno Notaio, sono amministratore di una srl al 50% con un altro socio. premetto che la società non è più operante in quanto essendo stato male (tre stent alle coronarie) il mio socio ha eseguito delle operazioni da me non condivise e quindi è avvenuta la rottura. considerato che non c'è nessuna forma di accordo, come posso dimettermi da amministratore? come posso uscire da socio? nel caso dichiarassi fallimento, a cosa andrei incontro? la ringrazio anticipatamente.

Buongiorno, come già delineato in una precedente risposta sul sito ad una domanda simile alla sua, sia la cessione della sua quota di partecipazione sia la cessione dalla carica di amministratore presuppongono di fatto il consenso dell'altro socio. Se questo non è possibile, ci si può appellare in qualità sia di socio che di amministratore ad un Collegio arbitrale (se previsto nello Statuto della vostra società) oppure al Tribunale per risolvere le controversie tra voi sorte. In merito invece alla "vita" della società, si potrà decidere, visto lo stato di insolvenza della stessa, di scioglierla con la messa in liquidazione della stessa oppure, se non si addiviene a questo accordo, lei, di sua iniziativa, potrà chiedere al Presidente del Tribunale istanza per nominare un liquidatore che a sua volta potrà proporre istanza di fallimento al Tribunale. Le ricordo anche che il fallimento è escluso per quelle società che hanno un attivo patrimoniale non superiore ad euro 300.000,00, ricavi lordi non superiori ad euro 200.000,00 e debiti non scaduti non superiori ad euro 500.000,00, così come previsto dall'art.1 del R.D. 16 marzo 1942 n.267, come sostituito dall'art.1 del D.Lgs 12 settembre 2007, n.169 (Riforma della Legge Fallimentare).

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24. Gentile notaio, è mia intenzione acquistare un terreno confinante con il mio ma del quale non conosco chi sia il proprietario. Da una recente visura catastale mi risulta appartenere a persona verosimilmente deceduta da tempo. come fare?

Buongiorno, bisognerebbe verificare all'anagrafe del Comune se ci sono eredi legittimari (quali ascendenti, discendenti e coniuge) o legittimi (sorelle, fratelli, zii, etc.) chiedendo lo stato di famiglia storico della persona deceduta e, se l'esito è positivo, contattarli al fine di domandare loro se sono interessati alla vendita. Probabilmente non è stata presentata dagli eredi la dichiarazione di successione e di conseguenza non è stata aggiornata l'intestazione dei soggetti in catasto: passaggio essenziale per poter poi concludere il contratto di vendita. In difetto del titolo di provenienza, se vi sono i presupposti del possesso pacifico, continuato ed ininterotto per oltre vent'anni da parte di un altro soggetto che ha posseduto senza titolo di provenienza, costui potrà agire in giudizio per ottenere la pronuncia da parte dell'Autorità Giudiziaria di una Sentenza che accerti l'avvenuta usucapione, onde poi poter procedere ad una vendita a suo favore.

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25. sono possessore di una casa avuta in eredità da mio padre: io sono sposato in comunione di beni , non abbiamo figli ma ho due fratelli. Al mio decesso a chi andrà la successione?. Grazie anticipatamente

Buongiorno, il suo caso è risolto dall'artt.582 del cod.civ. che prevede che, nel caso di concorso del coniuge con i fratelli e sorelle del defunto, al coniuge spettino i 2/3 (due terzi) dell'eredità e di conseguenza ai fratelli e sorelle il restante 1/3 (un terzo) da dividersi, in questo caso per due, dato che i fratelli sono due. Quindi a sua moglie spetteranno per legge 4/6 (quattro sesti) e ai suoi fratelli 1/6 (un sesto) a ciascuno, oltre il diritto di abitazione ex art.540 del codice civile a favore della moglie sulla casa di abitazione e sui beni mobili che la corredano di proprietà del defunto o comuni. Naturalmente questo nel caso in cui lei non abbia redatto in vita alcuna disposizione testamentaria.

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26. Buongiorno, è possibile che un erede si rifiuti di aprire la successione? Mi spiego meglio: alla morte del padre uno dei tre fratelli, solo per motivi di ripicca, rifiuta di presentarsi per l'apertura delle successione e conseguente ripartizione delle quote che spetterebbero a ciascuno. Gli altri eredi possono comunque procedere? in caso contrario c'è un modo per obbligare l'erede a collaborare? Grazie in anticipo per la risposta

Buongiorno, ai sensi dell'art.481 del Codice Civile chiunque vi abbia interesse può chiedere al giudice di fissare un termine entro il quale il chiamato (il fratello riluttante) dichiari se accettare o rinunciare l'eredità. Trascorso questo termine il chiamato che non ha fatto alcuna dichiarazione di accettazione o rinuncia, perde il diritto di accettare. L'istanza, ex art.749 del cod.proc.civ., è da proporre al giudice del Tribunale del luogo in cui si è aperta la successione (ovvero il luogo dell'ultima residenza del defunto), che poi fisserà un'udienza per la comparizione delle parti.

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27. Una zia ( nubile , senza figli,con 4 fratelli) è deceduta nel 2010 lasciando un testamento olografo (scritto nel 2000)dove nomina erede universale mio padre Emilio (suo fratello). Emilio purtroppo è deceduto nel 2005.I suoi eredi sono tre figlie e la vedova. A suo tempo noi eredi abbiamo avviato una successione testamentaria, perché Emilio aveva lasciato un testamento olografo dove assegnava la quota disponibile ad una figlia. 1^ quesito: per la successione della zia chi sono gli eredi? I figli di Emilio solamente oppure anche la vedova? 2^ quesito: gli eredi di Emilio per questa seconda parte di patrimonio ,arrivata in eredità solamente ora ,devono avviare una successione legittima oppure devono di nuova tener conto delle volontà espresse nel testamento di Emilio in riferimento alla quota disponibile?

Buongiorno signora, l'istituto che il codice civile fornisce per risolvere il suo caso è quello della rappresentazione che può avvenire anche quando tra la de cuius (la zia) e il rappresentato (suo padre) c'è rapporto di parentela collaterale di primo grado (fratelli o sorelle). Ai sensi dell'art.467 comma secondo del cod.civ., si applica la rappresentazione anche nella successione testamentaria nel caso in cui il testatore (la zia) non ha provveduto, (per esempio con una sostituzione), al caso in cui l'istituito erede (suo padre) non possa (come nel caso della premorienza) o non voglia accettare l'eredità devoluta. In questo caso l'eredità della zia viene devoluta ai soli discendenti del signor Emilio, quindi non alla moglie, ma alle tre figlie. Le figlie di Emilio, se tutte e tre accettano, succedono nel patrimonio della zia in quote uguali tra loro (quindi 1/3 ciascuna) in quanto subentrano direttamente nella successione della zia al posto del proprio padre, senza dunque rilevare le disposizioni testamentarie lasciate dal padre che riguardano quindi solo il patrimonio di quest'ultimo.

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28. Egregio Notaio, per avvicinarmi al posto di lavoro ho preso in affitto una casa e trasferito, insieme ai miei 2 figli minori, la residenza in quel comune. Mio marito è rimasto residente nel comune dove lavora e dove si trova l'appartamento che ha messo in vendita e che aveva acquistato con mutuo FRIE (concesso al costruttore della palazzina nel 1996/7) prima del ns. matrimonio. Siamo sposati in regime di separazione dei beni ed orientati ad acquistare la casa dove abito attualmente in affitto. Io ho i requisiti per richiedere un contributo regionale a favore dell'acquisto I casa? Ai fini dell'Isee quale situazione familiare/reddituale/patrimoniale devo indicare? Ringrazio per la cortese risposta

Buongiorno, può richiedere il contributo regionale per la prima casa in quanto lei non è sposata in regime patrimoniale di comunione legale dei beni con suo marito, quindi non ha al momento della richiesta del contributo alcun diritto di proprietà su altro immobile sito in Regione. Per quanto riguarda il calcolo ISE/ISEE vengono richieste informazioni di carattere patrimoniale e reddituale dei componenti del nucleo familiare, ovvero delle persone che al momento della domanda di contributo risiedono con lei. Nel caso, però che i due coniugi, non legalmente separati, risiedano in luoghi diversi, il reddito dell'uno si cumula al reddito dell'altro, a meno che uno dei due non risieda all'estero. Comunque per ogni evenienza le consiglio di rivolgersi ad un Caf che le sa dare gratuitamente ogni indicazione sulla documentazione necessaria per poter calcolare l'ISE/ISEE dal Caf stesso.

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29. Buon giorno, chiedo il suo aiuto per il seguente problema: vorrei chiudere una società (sas) Purtroppo non so proprio come fare, in quanto il mio socio non è più rintracciabile ormai da diversi anni e mi vedo costretto a dover pagare i diritti annuali per la camera di commercio pur non lavorando. potrei chiudere la società senza di lui ?, e quanto mi potrebbe costare? grazie.

Buongiorno, ai sensi dell'art.2323 del cod.civ. una s.a.s. si può sciogliere, tra le altre cause, anche quando rimane soltanto la categoria dei soci accomandanti o quella dei soci accomandatari, semprechè nel termine di sei mesi non sia stata ricostruita la categoria mancante. Inoltre se vengono a mancare tutti gli accomandatari, gli accomandanti possano nominare un amministratore per il compimento degli atti di ordinaria amministrazione. Nel suo caso è ovvio che essendo rimasto da solo si è verificata tale ipotesi, però la non rintracciabilità deve essere anche dimostrata: l'irreperibilità dell'altro socio dovrà essere accertata in sede giudiziaria, richiedendo anche lo scioglimento della società.

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30. buongiorno volevo chiedere per quanto riguarda la residenza. Io sono proprietario al 50% di un immobile dove recentemente ho tolto la residenza in quanto la mia ex compagna ( non sposati e senza figli) ha intenzione di comprare la mia parte di immobile.Ho riportato la mia residenza di nuovo dai miei genitori, dove io non sono proprietario, e tra l'altro tutte e due gli immobili sono situati nello stesso comune. Volevo appunto sapere se per me in questo momento la casa che sto per vendere è calcolata come seconda casa. cordiali saluti.

Buongiorno, se si riferisce all'imposta comunale ICI allora la casa di sua proprietà viene considerata dal Comune come seconda casa in quanto lei non vi risiede. Si privilegia così il concetto di "abitazione principale" rispetto a quello di "prima casa" (valevole invece in sede di acquisto e di imposta di registro). Il concetto di abitazione principale del proprietario si estende solo al caso di immobile dato in comodato gratuito ad un familiare, che non può considerarsi la sua compagna purtroppo.

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31. Mia zia, vedova già da quattro anni e senza figli, è morta senza lasciare testamento. Eredi siamo 8 nipoti figli di suoi fratelli premorti e due sorelle ancora vive ma anziane e senza figli. Se tutti noi eredi siamo in accordo è possibile iscrivere alla successione solo tre di noi così da rendere più semplici le pratiche amministrative di vendita dell'appartamento, suo unico avere? Poi divideremmo il ricavato tra tutti secondo le quote di legge spettanti, magari facendo una scrittura privata di rinuncia a qualsiasi azione futura. Rimango in attesa di un consiglio. Ringrazio per l'eventuale risposta. Paola

Buongiorno signora Paola, la successione deve essere fatta correttamente ovvero accettando l'eredità e disponendo di essa sia da parte delle sorelle sia da parte dei nipoti della defunta, ognuno per la propria quota, in particolare tenendo conto che i figli dei fratelli dovranno tra loro dividersi la quota che sarebbe andata al proprio padre se avesse potuto accettare l'eredità della sorella. Se sua zia, per esempio, aveva due fratelli e due sorelle, alle sorelle in vita andrebbe 1/4 (un quarto) ciascuna e ai figli dei fratelli 1/4 (un quarto) da dividersi in quanti figli rappresentino il fratello premorto e lo stesso per l'altro 1/4 (un quarto), in quanto la divisione si fa per stirpi. Se il suo problema è quello di accellerare i tempi, un nipote potrebbe farsi carico di tutte le pratiche successorie facendosi delegare tramite una procura sia per la successione che per la vendita. La rinuncia all'eredità nella forma che lei propone non ha valenza nel nostro ordinamento, che invece prevede la procedura di atto formale di rinuncia dinnanzi ad un Notaio o al cancelliere del Tribunale (vedasi art.519 cod.civ.). Inoltre la rinuncia all'eredità dietro corrispettivo, perchè è questo che lei propone, importa comunque accettazione dell'eredità ai sensi dell'art.478 cod.civ.

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32. In sede di separazione il mio ex marito mi ha fatto firmare una scrittura privata davanti all'Avv. in cui si affermava che metà della casa rimaneva a lui nonostante l'atto di separazione prevedesse che mi cedesse la sua parte in cambio della mia rinuncia agli alimenti. In seguito ha provveduto a cedermi la sua parte con atto notarile con la promessa da parte mia che gli avrei pagato una serie di debiti a cui non poteva far fronte. Ho rispettato il patto. La mia domanda è la seguente: l'atto privato è stato annullato dall'atto notarile anche se io non gli ho chiesto la restituzione del primo? Chiedo questo perchè a distanza di nove anni mi ha fatto una causa per ottenere la sua presunta metà della casa decurtata della somma che ho già versato per lui. Ringrazio per la risposta.

Gentile signora, per correttezza mi vedo costretto a precisare che trattandosi di questione per la quale è pendente una causa non vi è professionista più competente a risponderle che l'avvocato che l'assiste, essendo egli a conoscenza di tutta la vicenda.

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33. Buongiorno, avrei una domanda per il sig.notaio. Premetto che non posseggo un immobile. Vorrei acquistare un appartamento, godendo delle agevolazione per acquisto prima casa, in questo modo possso chiedere l'anticipo TFR alla mia azienda. I miei genitori successivamente vorrebbero cedere il proprio appartamento, dove ho sia la residenza che domicilio a me tramite DONAZIONE. Entrambi gli appartamenti sono nelle stesso comune. In questo caso l'appartamento che riceverei dai miei genitori diventerebbe un secondo appartamento, è possibile far diventare l'appartamento dei miei genitori prima casa e l'appartamento che comprerei io seconda casa, pagando la differenza iva non pagata godendo delle agevolazioni acquisto prima casa? se si, dopo quanto tempo posso fare questa operazione? Grazie Lorenzo Dimase

Buongiorno signor Lorenzo, relativamente alla tassazione degli atti, le conviene chiedere l'agevolazione prima casa nell'atto a titolo oneroso (acquisto) in modo da corrispondere l'IVA o dell'imposta di registro agevolata nella misura rispettivamente del 4% o del 3% a seconda che l'acquisto avvenga da impresa o da privato, per poi ricevere in donazione dai genitori l'immobile che lei già occupa senza chiedere alcuna agevolazione, ma che comunque, essendo donazione tra parenti in linea retta, è un atto che non sconta l'imposta di donazione se il valore complessivo dei beni donati è inferiore ad euro 1.000.000,00 (un milione). In quest'ultimo caso corrisponderebbe solo l'imposta di trascrizione con l'aliquota nella misura del 2% e l'imposta catastale con l'aliquota nella misura dell'1% sul valore della casa donata. Relativamente alla residenza, essendo entrambi gli immobili nello stesso comune, non è necessario che la trasferisca per non decadere dalle agevolazioni richieste in quanto la norma prevede che la residenza debba trovarsi nel Comune e non nella casa in cui si trovano gli immobili acquistati con l'agevolazione prima casa e lei quindi già possiede questo requisito. Relativamente all'ICI non la corrisponderà per l'immobile donato e in cui risiede, mentre la corrisponderà per l'immobile acquistato in quanto in esso non risiede e per il Comune quindi costituirà la sua seconda casa.

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34. Buonasera, la presente per porre un quesito: alla morte di mia madre ho acquistato (versando una bella somma) da mio padre e mio fratello la nuda proprietà per comlessivi 2/3 dell'intero fabbricato. Ho proceduto a far redigere regolare atto notarile di cessione di diritti immobiliari e ho chiaramente fatti specificare nello stesso che mio padre che vive con me conservasse il diritto di abitazione quale coniuge superstite (ai sensi dell'art.540 codice civile) Dopo anni mio fratello (che ha un intento esclusivamente speculativo) mi ha fatto scrivere da un avvocato dicendo che vuole l'indennità di occupazione perchè vanterebbe un diritto di usufrutto. Specifico che nell'atto notarile non solo ciò non è stato menzionato ma l'unica specifica fatta è per mio padre che per legge (art.540 cod.civi) essendo lui il coniuge superstite come sopra detto, ha questo diritto. credo che possa io indirizzarmi all'art.540 cod.civ. per avere la soluzione o sbaglio? grazie in anticipo per i vs consigli

Buongiorno, nel momento in cui suo fratello le ha ceduto della sua quota solo la nuda proprietà, come lei scrive, evidentemente egli si è riservato il diritto di usufrutto per la quota indivisa di 1/3 (un terzo) sull'intero fabbricato. Tale diritto di usufrutto è però attualmente limitato dal diritto di abitazione ex art.540 cod.civ., che viene inteso come un legato ex lege: quindi finchè il padre sarà in vita potrà godere del diritto di abitazione senza che sorga alcun credito nei confronti dell'altro fratello comproprietario.

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35. Egregio dottore, sto per acquistare un immobile proveniente da donaziona modale. la donante è deceduta da circa 4 anni (non sono passati i 10 anni stabiliti dalla legge). Era nubile e senza prole. Gli unici parenti in vita sono due fratelli sposati con figli. Vorrei gentilmente sapere se l'acquirente (io), o il venditore (colui che ha avuto in donazione), corriamo qualche rischio. Nello specifico c'è il rischio che i fratelli della cara estinta vantino pretese sull'immobile? Sono i fratelli della estinta da considerarsi legittimari? La bancanon mi concede il mutuo per via della donazione, dei 10 anni non ancora passati. Stando per altri, in questa situazione non ci sono legittimari. Distinti saluti Fabio

Buongiorno, l'azione di riduzione delle disposizioni testamentarie o delle donazioni fatte in vita dal de cuius lesive della quota di legittima può essere domandata solo dai legittimari o dai loro eredi e aventi causa così come previsto dall'art.557 cod.civ.. Nel suo caso l'anziana signora al momento della morte non aveva nè coniuge, nè discendenti, nè ascendenti quindi la donazione fatte da quest'ultima in vita non sono in tal senso impugnabile.

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36. Gentile Notaio, venerdì non è stato possibile vendere la casa di mia suocera perchè nel 1981 al momento della divisione ereditaria il notaio nell'atto si è dimenticato il numero di particella ha messo solo quella del giardino e della stalla e si è dimenticato quella della casa, ora il notaio non ha fatto la vendita, cosa possiamo fare visto che l'errore è stato fatto dal vecchio notaio? La prego mi consigli lei grazie anticipatamente Pilutti Alessandra

Buongiorno, il consiglio è quello di rivolgersi al Notaio che ha rogitato la divisione ereditaria al fine di integrare, tramite ulteriore atto notarile, la volontà delle parti di includere nella divisione anche il bene escluso.

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37. Siamo tre fratelli:due maschi sposati con figli, e una sorella, nubile e senza figli. In caso di morte l'anziana sorella senza testamento, a chi andrebbe l'eredità?

Buongiorno, in mancanza di eredi legittimari, quali il coniuge, gli ascendenti e i discendenti ed in mancanza di disposizioni testamentarie, l'eredità della sorella perverebbe ai due suoi fratelli in quote eguali tra loro, ai sensi dell'art.570 cod.civ..

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38. Mia cognata vorrebbe donare a suo nipote un alloggio comprato 5 anni fa, ma a costi minimi, meglio se a donazione, non avendo redditi il nipote. Domanda: il costo dell'atto come donazione o a costo minimo dell'alloggio del valore di euro 60.000 situato a Torino, quanto costerebbe al nipote? Grazie per la risposta.

Buongiorno, per quanto riguarda il costo dell'atto notarile, le consiglio di rivolgersi direttamente ad uno studio notarile che le indicherà direttamente tutte le voci che compongono il costo complessivo di tale atto.

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39. salve, lavoro in un'azienda da 4 anni (con contratto indeterminato) ho bisogno del tfr o almeno la metà per pagare dei debiti e sistemare l'auto, ho letto le leggi sul tfr ma volevo sapere se c'è un modo straordinario o che raggiri queste leggi per avere quei soldi urgentemente, grazie per un eventuale risposta

Buongiorno, pur non trattandosi di un argomento strettamente notarile, le posso precisare che, ai sensi dell'art.2120 cod.civ., l'anticipazione del trattamento di fine rapporto, in misura non superiore al 70% (settanta per cento), si può domandare solo dopo otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro e per dei motivi validi e dimostrabili quali spese sanitarie, interventi chirurgici ed acquisto della prima casa. A ciò si può derogare solo con la volontà di entrambe le parti ovvero con la volontà del datore di lavoro che venga incontro alle sue esigenze. Le consiglio comunque di rivolgersi ad un consulente del lavoro per eventuali ulteriori chiarimenti.

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40. Sono in procinto di vendere un appartamento lasciato da mia nonna con testamento olografo. Mia nonna aveva due figli già soddisfatti della quota legittima con terreni soldi e una donazione fatta in vita di una casa. il notaio presso il quale devo effettuare la vendita sostiene che deve notiziare i compratori della possibile impugnazione. com è possibile? i rapporti con mia zia sono pessimi. adesso mi trovo con appartamento che mi ha comportato parecchie spese senza la possibilità di venderlo? grazie

Buongiorno, va detto le disposizioni testamentarie come del resto le donazioni sono degli atti giuridici sottoponibili ad azione di riduzione da parte dei legittimari (ascendenti, discendenti e coniuge) e dei loro eredi nel caso di lesione della quota di legittima. Quindi costituiscono sempre un pericolo per chi acquista un bene proveniente da questi titoli. È pur vero che se le quote di legittima dei due figli sono già state soddisfatte in vita dalla de cuius con le donazioni fatte a loro favore (peraltro dovendosi tenere conto del valore dei beni donati al momento dell'apertura della successione), lei si troverebbe eventualmente solo a dover dimostrare che i fogli non hanno più nulla da pretendere dall'eredità della loro madre. Le ricordo che per agire con l'azione di riduzione i suoi zii avrebbero dovuto accettare l'eredità con beneficio di inventario, così come previsto dall'art.564 cod.civ. e, non essendo in possesso dei beni della massa ereditaria, hanno tempo 10 anni dall'apertura della successione ovvero sia dalla morte della madre. Quindi o si aspetta che scada questo termine o ci si rivolge all'Autorità Giudiziaria affinchè determini un termine entro il quale i suoi zii devono rispondere delle loro intenzioni nei confronti dell'eredità.

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41. Buongiorno notai. Mia moglie ed io abbiamo acquistato la nostra prima casa nel marzo 2006, godendo da giugno 2007 del contributo regionale. OPra siamo costretti a cercare una nuova casa, volevo sapere se è possibile vendere la nostra prima abitazione senza perdere il contributo prima della scadenza dei 5 anni? grazie in anticipo.

Buongiorno, quello che lei indica come "la scadenza dei 5 anni" riguarda il vincolo di non alienare l'immobile per 5 anni dalla data di acquisto dell'immobile per cui si è usufruito dell'imposta di registro agevolata: questo al fine di non decadere dal beneficio ricevuto. Nel corso dei 5 anni potete benissimo vendere l'immobile sul quale avete richiesto l'agevolazione a patto che entro un anno dalla vendita ne riacquistiate un altro da adibire sempre ad abitazione principale: in questo caso non si decade dal diritto di usufruire nuovamente dell'imposta agevolata e non si incorre in sanzioni nei confronti dell'Agenzia delle Entrate. Per quanto riguarda invece il contributo Regionale il vincolo di inalienabilità dovrebbe perdurare per anni 10 ovvero per tutta la durata di erogazione del contributo, pena la revoca dello stesso. Le consiglio di rivolgersi allo sportello dell'edilizia agevolata del Mediocredito, in Udine, via Aquileia n.1, per domandare se, per esigenze del proprio nucleo familiare (per esempio acquisto di altra casa più grande oppure più vicina al posto di lavoro), si può rinunciare all'erogazione del contributo in corso e richiederne un altro per la nuova abitazione, senza andare incontro a cospicue sanzioni o a perdere il diritto al contributo stesso.

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42. mia mamma e vedova può fare un contratto di comodato d'uso per il primo piano a mio fratello senza che noi firmiamo?

Buongiorno, chiunque abbia la disponibilità di diritto dell'immobile può concederlo in comodato, quindi sua mamma, sia a titolo di coerede, sia quale titolare del diritto di abitazione ai sensi dell'art.540 cod.civ., ha tale facoltà. Il perfezionarsi del contratto di comodato avente ad oggetto immobili ad uso abitativo non è vincolato dalla forma scritta, anche se è opportuna ai fini probatori e fiscali, quindi se suo fratello ha già di fatto la detenzione del primo piano della casa, il contratto di comodato si è già concluso. Ricordo che il godimento di un immobile legittimato da un contratto di comodato non rileva al fine dell'usucapione in quanto si tratta appunto di mera detenzione e non di possesso dell'immobile stesso.

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43. Buongiorno sono socio accomandatario di una sas e avrei intenzione di redigere un testamento ove indicare che in caso di mio decesso l'intera società passi in successione all'attuale socio accomandante che dovrà poi ricostituire la compagine societaria alla mia scomparsa: ha valore legale e come dovrà procedere il mio socio futuro erede?

Buongiorno, l'art.2284 cod.civ. indica che, salva contraria disposizione del contratto sociale, in caso di morte di uno dei soci, i soci rimanenti devono liquidare la quota degli eredi, a meno che non preferiscano sciogliere la società o continuarla con essi. A ciò si può derogare con apposite clausole previste nel contratto sociale, tra cui la clausola di "consolidazione": con essa si prevede che la quota spettante al socio defunto si accresca alla quota spettante agli altri soci. Però questo meccanismo, se da un lato esclude gli eredi dalla compagine sociale, dall'altro non deve pregiudicare il diritto degli eredi stessi alla liquidazione della quota, in quanto una previsione statutaria che escluda tale liquidazione comporterebbe la nullità della clausola per violazione dei patti successori (art.458 cod.civ.), dato che si realizzerebbe un'attribuzione in funzione successoria ai soci superstiti, quali beneficiari determinati. Se invece lei vuole fare testamento per lasciare la sua quota sociale proprio al socio superstite, potrà liberamente farlo nelle apposite forme del testamento olografo (scritto di suo pugno, datato e sottoscritto) o del testamento pubblico (redatto da notaio in presenza dei testimoni), salvo i limiti derivanti dalla presenza di eventuali legittimari (ascendenti, coniuge e discendenti). Una volta pubblicato il testamento con apposto verbale notarile, questo produrrà i suoi effetti giuridici e quindi il socio nel termine dei sei mesi dall'apertura della successione potrà decidere se ricostruire la pluralità dei soci e la categoria dei soci accomandanti e dei soci accomandatari oppure potrà sciogliere la società e proseguire l'attività come impresa individuale.

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44. Buon giorno Notaio. Il mio problema è il seguente: siamo 3 fratelli, il primo di noi sta affrontando una separazione giudiziale molto complicata, anche per il fatto che ci sono in ballo due ragazzini adottati da meno di un anno e che la mia ex cognata sta utilizzando senza scrupoli per ottenere la casa coniugale (che già ha in uso) e quanti più soldi possibili da mio fratello. Al punto che, per il tramite del suo avvocato, ha richiesto che anche i miei genitori partecipino al mantenimento dei nipoti adottati. Ho quindi pensato, d'accordo con i miei fratelli, di far spogliare i nostri genitori dei loro averi (che poi consistono nella sola villetta in cui vivono) attraverso la donazione di quest'immobile a me ed all'altro fratello, con contestuale rinuncia alla sua quota del fratello che si sta separando. E' una strada percorribile? Oltre all'imposta catastale ed ipotecaria e all'onorario del Notaio ci sono altre spese? Grazie mille.

Buongiorno, i suoi genitori possono compiere qualsiasi atto di liberalità che desiderino, come la donazione. Relativamente alle imposte, l'imposta di registro non è dovuta e le imposte catastale e di trascrizione scontano la misura fissa di euro 168,00 cadauna, se si tratta di una donazione tra parenti in linea retta, il valore dei beni donati non supera il milione di euro ed il beneficiario richiede l'agevolazione prima casa. Nel caso in cui non venga richiesta l'agevolazione prima casa e gli altri parametri rimangano gli stessi le imposte catastale e di trascrizione sconteranno rispettivamente l'aliquota dell'1% e del 2%. Per quanto concerne la rinuncia alla quota da parte del fratello non è ammissibile rinunciare all'eredità di persone ancora viventi, ai sensi dell'art.458 cod.civ., che prevede la nullità di qualsiasi atto con il quale taluno dispone dei diritti che gli possono spettare su una successione non ancora aperta o rinuncia ai medesimi. Inoltre se suo fratello, una volta venuti a mancare i vostri genitori, e solo a quel tempo, legittimamente vorrà rinunciare all'eredità dei propri genitori, la quota a lui spettante si devolverà per rappresentazione ai suoi figli, che a loro volta decideranno se accettarla o meno e se intentare l'azione di riduzione relativamente alle donazioni fatte dai nonni in vita.

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